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C.Ar.D. IN CITTÀ
PERCORSI D’ARTE TRA PASSATO E PRESENTE

Una mostra diffusa di arte contemporanea e design declinata, in luoghi e modi diversi, all’interno del tessuto urbano di Piacenza.

14.05 / 12.07 2015

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Palazzo Farnese

piazza Cittadella 29

Uno dei più importanti monumenti della città, fu voluto da Margherita d’Austria, moglie di Ottavio Farnese, la quale, decisa a stabilirsi a Piacenza, incaricò l’architetto urbinate Francesco Paciotto di progettare e costruire per lei una adeguata dimora.

La prima pietra fu posata l’11 dicembre 1558, ma nel 1560 Paciotto fu sostituito da Jacopo Barozzi detto il Vignola che rielaborò completamente il progetto, trasformandolo in una vera e propria reggia. La costruzione, che terminò nel 1602 a causa di difficoltà finanziarie, fu limitata e neppure terminata ad una sola delle ali previste, quella degli appartamenti della duchessa.
Oggi il palazzo ospita l’Archivio di Stato e i Civici musei.

→ Christopher Broadbent
→ Marco Ferreri
→ James Hyde
→ Barney Kulok
→ Giordano Pozzi
→ Jessica Stockholder

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Palazzo Gotico

piazzetta Pescheria

Destinato a sede del Governo cittadino, l’edificio sorge in piazza dei Cavalli e venne edificato a partire dal 1281. I lavori furono seguiti da diversi architetti piacentini: Pietro da Cagnano, Negro de Negri, Gherardo Campanaro e Pietro da Borghetto. Secondo un progetto iniziale, avrebbe dovuto essere a pianta quadrangolare, ma a causa della depressione economica seguita allo scoppio di una grave pestilenza il progetto fu interrotto e venne realizzato solo il lato nord.

Si tratta comunque di un grande esempio di architettura civile medievale che ricalca lo stile dei broletti lombardi. Il palazzo si erge su un grandioso portico terreno ad archi acuti rivestito in pietra bianca e marmo rosso di Verona. Varcato il porticato si giunge nel cortile, sul quale affaccia il lato posteriore che ricalca, in maniera più sobria, lo stile della facciata principale.

→ Duilio Forte

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Palazzo Rota Pisaroni

via Sant’Eufemia 13

Sede della Fondazione di Piacenza e Vigevano si trova in via S. Eufemia, ed è una delle dimore patrizie più importanti della città per pregi artistici e storici. Un’epigrafe in latino posta sotto il balcone centrale ricorda che “Giuseppe Rota costruí dalle fondamenta questa dimora, l’abbellí e la finí anche nei minimi particolari nel 1762”.
La facciata si articola in tre ordini di finestre mosse da stucchi e motivi a conchiglia e mascheroni, che riprendono nelle loro linee morbide il flettersi della cornice marcapiano. Così descrive l’esterno del palazzo lo storico Ferdinando Arisi: “L’ingresso in granito rosa, è un gioiello del rococò, come il balcone che lo include e la ragnatela in ferro battuto che funge da aereo parapetto (…)”.

Il palazzo rispetta lo schema a U, tipico delle dimore signorili piacentine. Molto interessante è la controfacciata, con il porticato a cinque aperture, la loggia superiore e, all’opposto, una scala a due rampe divergenti aperta sul cortile.

→ Attilio Stocchi

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Edificio ex Enel

via Santa Franca 36

Monumentale palazzo liberty, fu edificato negli anni venti come edificio semi-industriale e risistemato nel periodo fascista per adattarlo a sede del circolo ricreativo Filippo Corridori, che vi rimase fino al 1943. Divenne poi sede degli uffici dell’Enel, fino al 2002, anno in cu fu acquistato dalla Fondazione Piacenza e Vigevano che ha in progetto di trasformarlo in un centro per l’arte e la cultura.

Si trova al numero 36 di via Santa Franca, si sviluppa su tre piani e fu progettata dal reggiano ingegner Guido Tirelli che lo terminò nel 1923. La facciata fu decorata secondo l’ideologia fascista e l’interno dell’edificio, dove si può ancora oggi ammirare un magnifico scalone che porta al primo piano, fu affrescato nel 1929 dal pittore piacentino Luciano Ricchetti con allegorie dell’agricoltura.

→ Rashawn Griffin
→ Ezra Johnson
→ Studio Formafantasma

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Palazzo Costa Trettenero

via Roma 80

Si trova al n. 80 di via Roma ed è uno dei più fastosi esempi di edilizia privata di matrice barocca e rococò. Edificato a partire dal 1690 dal conte Giuseppe, il palazzo ha impianto a U con portico sui tre lati e apertura scenografica sul giardino (un tempo all’italiana ed oggi all’inglese) secondo una soluzione tipica degli edifici piacentini. La facciata (metà del XVIII secolo), la cui parte centrale a bugnato piatto è chiusa da un frontone che reca a rilievo lo stemma della famiglia, è caratterizzata da tre ordini di finestre con balconcini in ferro battuto e cornici a timpano con capricciose volute.

In uno dei tre lati porticati è posto lo scalone, ornato da stucchi, affreschi e statue che conduce al salone d’onore affrescato nel 1699 da Ferdinando Bibbiena e da Giovanni Evangelista Draghi. Il Bibbiena, indiscusso protagonista di architetture dipinte con finalità scenografiche attivo a Piacenza, esprime qui la sua abilità nel creare effetti che suggeriscono una straordinaria e illusoria dilatazione dello spazio.

→ Fabienne Lasserre

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Antiquarium Santa Margherita

via Sant’Eufemia 12

Il complesso di Santa Margherita, di proprietà della Fondazione di Piacenza e Vigevano la cui sede si trova nei locali dello storico Palazzo Rota Pisaroni, ospita l’Antiquarium. I lavori di recupero del complesso, iniziati con la trasformazione della chiesa barocca in auditorium, si sono conclusi nel 2010 con il nuovo allestimento della cripta e degli spazi sotterranei dell’Antiquarium. Il restauro ha comportato anche brevi campagne di scavo tra il 1977 e il 1982 che hanno messo in luce strutture e materiali antichi, oggi in parte depositati presso la Fondazione stessa, in parte conservati presso i Musei Civici di Palazzo Farnese.

Con l’apertura dell’Antiquarium, la Fondazione presenta un nuovo percorso che, attraverso l’esposizione di una scelta di reperti, illustra l’importante monumento e le sue vicende. Per questo progetto la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna ha stipulato una convenzione con la Fondazione e il Museo di Piacenza, dando in deposito alla Fondazione i materiali di proprietà statale che ora sono esposti in questo edificio restaurato.

→ Alice Cattaneo

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Palazzo Anguissola di Grazzano

via Roma 99

Voluto dal marchese Ranuccio, fu costruito tra il 1774 e il 1777 su progetto dell’architetto romagnolo Cosimo Morelli. Personalità di spicco in quegli anni tra l’Emilia e il Lazio, per soddisfare la “grandiosità” cui aspirava il committente, utilizzò soluzioni architettoniche inedite e interessanti effetti scenografici.

Seppe sfruttare sapientemente l’area irregolare a sua disposizione e, pur rimanendo entro il tradizionale impianto a U delle residenze nobiliari della città, diede al fabbricato una versione originale ricavando, oltre al resto, fra i due cortili, il vano per il nuovo scalone d’onore che invece presenta una soluzione tipologica inedita per Piacenza. Straordinaria anche l’invenzione per l’ingresso delle carrozze che l’architetto, con grande spregiudicatezza apre in asse con l’ingresso principale.

→ Ron Gilad
→ Donna Moylan